Caffè decaffeinato: tutto quello che c’è da sapere

caffè decaffeinato

Il caffè decaffeinato venne realizzato per la prima volta a Brema nel 1905 dal tedesco Ludwing Roselius, e dopo poco venne commercializzato come Hag.

Ci sono tre procedimenti per eliminare la caffeina dal caffè (in tutti comunque si trattano i chicchi ancora verdi):

  • con solventi organici
  • con acqua
  • con anidride carbonica

Il primo metodo, ormai praticamente scomparso, prevedeva l’uso di solventi organici pericolosi per la salute. I chicchi venivano prima bagnati con acqua, poi lavati con il diclorometano che li privava della caffeina, ma non dell’aroma. Anche se tale solvente sarebbe stato pericoloso per la salute, il processo di torrefazione che seguiva ne eliminava ogni traccia, facendolo evaporare.

Il secondo procedimento prevedeva il lavaggio dei chicchi in acqua calda, filtrata poi con carboni attivi che bloccavano il passaggio della caffeina. Assolutamente innocuo, aveva lo svantaggio di alterare gusto e aroma del caffè, eliminandone gli oli essenziali.

Il terzo processo prevede che i chicchi vengano trattati con l’anidride carbonica sotto forma di vapore per poi passare all’interno di un cilindro di estrazione dove vengono trattati con la stessa sostanza in stato supercritico, per estrarne selettivamente la caffeina.
Ha ormai preso il sopravvento perché, pur essendo totalmente innocuo per la salute, non altera le proprietà organolettiche del caffè, né il suo gusto, consegnandoci un decaffeinato buono quanto il caffè a cui siamo abituati.

Molti studi dimostrano che i consumatori abituali di deca hanno un rischio ridotto d’insorgenza del cancro del colon e di problemi al cuore; mentre le sue assidue consumatrici diminuiscono il rischio di sviluppare il cancro al seno.

Ma ci sono ulteriori validi motivi per apprezzarlo; uno studio condotto dai ricercatori del National Cancer Institute ha dimostrato come il suo consumo sia benefico per il fegato, in quanto tende ad abbassare il livello degli enzimi epatici anomali.

Inoltre, come il caffè con caffeina, contribuisce a prevenire malattie come il diabete e l’Alzheimer e a mantenersi giovani, per le sue proprietà antiossidanti.

Uno studio del Dr. Giulio Maria Pasinetti, professore alla “Mount Sinai School of Medicine” di New York, ha infatti dimostrato come il processo di decaffeinizzazione lasci intatto il cafestrol del chicco di caffè, che ha un potente effetto antinfiammatorio e apporta benefici al cervello.

Il caffè decaffeinato, come il caffè con caffeina, contiene anche l’acido clorogenico, che è la sostanza che aiuta a regolare il livello di glucosio nel sangue, riducendo i rischi di insorgenza del diabete. Inoltre agisce da antidolorifico naturale e favorisce la digestione.

Una precisazione doverosa: il dek contiene fino allo 0,1% di caffeina, in quanto eliminare tale sostanza del tutto è praticamente impossibile. Una tazzina di decaffeinato contiene circa 8 mg di caffeina, mentre una di espresso normale può arrivare a contenerne fino a 120 mg (a seconda della miscela, perché la robusta ne è più ricca).
Tale differenza sostanziale rende possibile il consumo di deca anche ai soggetti che soffrono di insonnia, emicrania, ansia, irritabilità, gastrite, nervosismo, tachicardia e alle donne incinta. I soggetti particolarmente sensibili non dovrebbero comunque superare le 3 tazzine al giorno.

In conclusione possiamo quindi affermare che un buon decaffeinato (il Delicato caffè decaffeinato Che amor di caffè ad esempio è ottimo) ci consentirà di non dover mai dire no a chi vorrà offrirci un caffè…. neanche se fosse il quarto della mattinata o in orario serale!

 

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