Caffè americano: verità e falsi miti

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Il caffè americano imperversa in serie TV e film hollywoodiani, immancabile compagno dei protagonisti davanti alla scrivania, durante passeggiate chiarificatrici o ancora mentre sono intenti a rimuginare sui loro problemi in notti insonni.

Però se si chiede a un italiano come si prepara tanti risponderanno: – Basta aggiungere un po’ di acqua calda al nostro espresso!

In realtà non è proprio così, o meglio, questa è una semplificazione all’italiana nata dal fatto che da noi c’è il culto del caffè espresso e quindi fino a poco tempo fa non si sentiva assolutamente l’esigenza di ampliare la propria visione in questo campo.

Ora invece c’è una controtendenza che va verso l’apertura; prima di definire un caffè americano “acqua sporca” varrebbe quindi la pena almeno averne provato uno vero.

Un caffè americano, infatti, è preparato in maniera differente. L’espresso viene filtrato perché l’acqua bollendo arriva a una certa pressione, passa attraverso il filtro e il caffè liquido rimane separato dalla polvere, mantenendo intatti aroma e consistenza.

Il caffè americano, invece, viene preparato per infusione con l’apposita macchina. Viene filtrato solo in seguito per separare la bevanda dalla miscela più grossolana. Altro strumento per prepararlo è la french press, la macchina per il caffè ad infusione, che altro non è se non un bicchiere alto, in vetro, con filtro a stantuffo interno per separare la polvere dal liquido.

Metodo diverso abbiamo visto, ma anche miscele differenti. Per il caffè di oltreoceano si adopera infatti prevalentemente varietà arabica, con caffè lavato, dalla tostatura più chiara, di macinatura medio/grossa.

Per via del metodo di infusione e per il quantitativo maggiore che se ne assume, il caffè americano, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, contiene una maggior quantità di caffeina rispetto alla tazzina di espresso; conserva la nota acidula, limitando quella amara, ha una consistenza non troppo corposa e un sapore più delicato. Spesso inoltre viene aromatizzato, per esempio alla vaniglia o al cioccolato.

Il caffè americano è un “compagno di viaggio” da gustare con calma; per questo viene consumato prevalentemente take away in bicchieroni resistenti, con coperchi che non ne disperdano il calore e fragranza; al contrario la tazzina di espresso al bar è un vero e proprio rito di comunione con gli amici o l’attimo che dà la carica.

Paese che vai caffè che trovi, quindi, ma occhio ad assaggiare solo la versione originale!

 

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