Coffee addicted? La spiegazione è genetica!

coffee addicted

Per rispondere a chi ci attacca perché beviamo troppi caffè al giorno ci si può appellare alla scienza, nello specifico alla genetica, perché ci sono diversi studi scientifici che spiegano la correlazione tra la quantità di caffè bevuti giornalmente e il patrimonio genetico individuale.

Secondo uno studio della Northwestern University in Illinois, ad esempio, abbiamo una diversa predisposizione genetica a percepire l’amarezza di tre particolari sostanze – caffeina, chinino (presente nell’acqua tonica) e propiltiouracile o Prop (simile al gusto amaro dei cavoli) – che ci spingerebbe a prediligere il caffè piuttosto che il tè.

In particolare, dal momento che la caffeina contribuisce non solo al gusto amaro del caffè, ma anche alla sua forza e consistenza, le persone che la rilevano più facilmente trovano il caffè più piacevole e saporito e ne consumano quindi di più; al contrario le persone che portano i recettori del gusto amaro per il chinino o PROP berrebbero più volentieri il tè.

Anche in Italia è stato condotto un esperimento per trovare una correlazione tra la genetica ed il consumo di caffè pro capite, precisamente dall’IRCCS Burlo Garofolo (l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico materno-infantile del Friuli Venezia Giulia), dall’Università di Trieste e dall’Università di Edimburgo.

Dallo studio effettuato su un campione di 1.200 soggetti – i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports – è emerso che le persone che mostrano una precisa variazione nel gene PDSS2 tendono a bere meno caffè. Questo perché tale caratteristica inibirebbe l’abilità delle cellule di degradare la caffeina e, di conseguenza, ne protrarrebbe più a lungo gli effetti nel sangue, causando un minor desiderio di assumere altri caffè.

Lo stesso studio è stato ripetuto su un campione di cittadini olandesi, le conclusioni sono state le medesime: l’unica differenza riguardava il numero di tazze di caffè bevute, a causa della maggiore concentrazione di caffeina contenuta nelle “tazzone” di caffè americano che si consumano nel Nord Europa.

Ecco dunque una spiegazione scientifica all’evidenza che alcuni bevendo un solo caffè rimangono svegli tutto il giorno, mentre altri possono prenderne anche una tazzina dopo cena e poi fare sonni tranquilli.

Quindi l’amore per il caffè lo si ha nel sangue… o meglio ancora nel DNA!

 

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